Maestro calzolaio di Milano

L'artigiano delle scarpe


Scopri la storia del Maestro e le sue origini


Maestro calzolaio di Milano

L'artigiano delle scarpe


Scopri la storia del Maestro e le sue origini

La sapienza artigiana marchigiana per calzature in tutta Italia


Misura "Ad arte": Si parte
Misura "Ad arte"
Si parte

Chapter One
Le Marche, L’Abruzzo e La Fabbrica

Forse, se potessimo vedere con occhio microscopico le camaleontiche colline marchigiane, quando il sole le obliqua e sorridono, troveremmo il segreto del colore del sandalo. È proprio in questo angolo del cuore d’Italia, pieno di pezze ocra, verdi e marroni, che è nata e cresciuta mamma Loreta, detta Rita: lavorando nei tomaifici a fare scarpe, proprio lì da dove vengono le firme delle calzature per cui siamo amati in tutto il mondo.

Qualche chilometro più a sud...

...dove gli appennini si inaspriscono fino ad ergersi nel Gran Sasso, Antonio [Tonì] Ciccone passava le giornate confezionando borse di ogni tipo.

Solo il vento sa in quale insenatura dell’adriatica si siano incontrati, sta di fatto che il loro Cupido fece scoccare due frecce: l’amore e l’imprenditoria. Così cominciò il loro artigianato on the road, tra le cuciture marchigiane e le rifiniture abruzzesi, passo passo fino a costituire una fabbrica dove lavoravano più di 100 persone in via Tiburtina a Pescara. Il piccolo Maestro ha circa 16 anni e ruba le monetine che rimangono di fianco alla macchina da cucire di mamma Rita.

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Chapter One
Le Marche, L’Abruzzo e La Fabbrica

Forse, se potessimo vedere con occhio microscopico le camaleontiche colline marchigiane, quando il sole le obliqua e sorridono, troveremmo il segreto del colore del sandalo. È proprio in questo angolo del cuore d’Italia, pieno di pezze ocra, verdi e marroni, che è nata e cresciuta mamma Loreta, detta Rita: lavorando nei tomaifici a fare scarpe, proprio lì da dove vengono le firme delle calzature per cui siamo amati in tutto il mondo.

Qualche chilometro più a sud...

...dove gli appennini si inaspriscono fino ad ergersi nel Gran Sasso, Antonio [Tonì] Ciccone passava le giornate confezionando borse di ogni tipo.

Solo il vento sa in quale insenatura dell’adriatica si siano incontrati, sta di fatto che il loro Cupido fece scoccare due frecce: l’amore e l’imprenditoria. Così cominciò il loro artigianato on the road, tra le cuciture marchigiane e le rifiniture abruzzesi, passo passo fino a costituire una fabbrica dove lavoravano più di 100 persone in via Tiburtina a Pescara. Il piccolo Maestro ha circa 16 anni e ruba le monetine che rimangono di fianco alla macchina da cucire di mamma Rita.


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Chapter Two
La Cina, l’Africa, l’Aquila e Chieti

Nel 2002, dal banco di nebbia della Pianura Padana, cominciano a scendere verso la terra delle zampogne i veri competitor internazionali di qualsiasi calzolaio: le scarpe Made in China e i negozi cinesi. Il tomaificio di via Tiburtina trema: le vendite calano, le dimensioni si riducono, la forza lavoro anche. Ogni tanto Tonì se ne viene fuori: “Mah, dovremmo provà co i sandali, io vorrei prova a fa sandali”, vox clamantis in deserto, nessuno gli dà peso. Il Maestro inizia l’università all’Aquila e i cinesi continuano a vendere scarpe.

Col tempo Toni si ammala...

...e Loreta porta avanti la fabbrica. Quando papà Antonio muore, il Maestro s’imbarca come ufficiale su una nave mercantile sulla rotta per l’Africa e ci resta per un anno. Corde, nodi, salina, Tramontana, la Via Lattea, Scirocco, Maestrale, le onde che sbattono. Finché la mamma con la fabbrica da gestire e la sorella piccola con gli studi da completare, lo riportano dal mare alla Majella. Bussa alla porta dell’Università di Chieti “dove stava una cooperativa” e inizia la carriera da usciere.

Chapter Two
La Cina, l’Africa, l’Aquila e Chieti

Nel 2002, dal banco di nebbia della Pianura Padana, cominciano a scendere verso la terra delle zampogne i veri competitor internazionali di qualsiasi calzolaio: le scarpe Made in China e i negozi cinesi. Il tomaificio di via Tiburtina trema: le vendite calano, le dimensioni si riducono, la forza lavoro anche. Ogni tanto Tonì se ne viene fuori: “Mah, dovremmo provà co i sandali, io vorrei prova a fa sandali”, vox clamantis in deserto, nessuno gli dà peso. Il Maestro inizia l’università all’Aquila e i cinesi continuano a vendere scarpe.

Col tempo Toni si ammala...

...e Loreta porta avanti la fabbrica. Quando papà Antonio muore, il Maestro s’imbarca come ufficiale su una nave mercantile sulla rotta per l’Africa e ci resta per un anno. Corde, nodi, salina, Tramontana, la Via Lattea, Scirocco, Maestrale, le onde che sbattono. Finché la mamma con la fabbrica da gestire e la sorella piccola con gli studi da completare, lo riportano dal mare alla Majella. Bussa alla porta dell’Università di Chieti “dove stava una cooperativa” e inizia la carriera da usciere.


Chapter Three
The Master, Business Angel ante litteram

“Sono tornato e ho fatto l’usciere a chiamata”. Non certo un lavoro full-time. E neanche part, time: il Maestro ha un po’ di tempo libero da investire. “Ho detto a mia mamma: vado a vedere sto negozio che fa sandali a Francavilla”. Ha 21 anni, e a Francavilla non è che gli insegnino a fare i sandali, lui va e guarda, guarda, guarda. La voglia cresce e non gli basta più solo aggiustare cinturini su cui prima si lanciava come un orso sul miele. Compra 100 pezzi e si mette a modellarli a casa. Di notte. Problema: l’usciere occasionale è diventato un part-time.

La giornata di Steve Ciccone Jobs

Mattina – Breakfast a Bocconotti e Tornicelli di Mamma Rita, lavata di denti con la Pasta del Capitano e 16 chilometri direzione Chieti. Usciere all’Università con sandali da vendere ai passanti.

Lunch – Scrippelle ‘mbusse veloci che così stiamo leggeri e poi ci sono 25 minuti di macchina fino a Francavilla a Mare.

Pomeriggio – Guardare, guardare, guardare e imparare. Senza essere imparato.

Dinner – Arrostello d’obbligo col Montepulciano, “eh che scherziamo, se bisogna faticà mica posso fa pure la fame cacchio!”

Night Life – Martello e cuoio, olio di gomito e sandali che non sa più dove mettere. Nella credenza, nel forno, sotto il cuscino, nella vasca da bagno. Sempre a portata di mano però, che la mattina si fa vendita grossa all’uni di Chieti.

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Chapter Three
The Master, Business Angel ante litteram

“Sono tornato e ho fatto l’usciere a chiamata”. Non certo un lavoro full-time. E neanche part, time: il Maestro ha un po’ di tempo libero da investire. “Ho detto a mia mamma: vado a vedere sto negozio che fa sandali a Francavilla”. Ha 21 anni, e a Francavilla non è che gli insegnino a fare i sandali, lui va e guarda, guarda, guarda. La voglia cresce e non gli basta più solo aggiustare cinturini su cui prima si lanciava come un orso sul miele. Compra 100 pezzi e si mette a modellarli a casa. Di notte. Problema: l’usciere occasionale è diventato un part-time.

La giornata di Steve Ciccone Jobs

Mattina – Breakfast a Bocconotti e Tornicelli di Mamma Rita, lavata di denti con la Pasta del Capitano e 16 chilometri direzione Chieti. Usciere all’Università con sandali da vendere ai passanti.

Lunch – Scrippelle ‘mbusse veloci che così stiamo leggeri e poi ci sono 25 minuti di macchina fino a Francavilla a Mare.

Pomeriggio – Guardare, guardare, guardare e imparare. Senza essere imparato.

Dinner – Arrostello d’obbligo col Montepulciano, “eh che scherziamo, se bisogna faticà mica posso fa pure la fame cacchio!”

Night Life – Martello e cuoio, olio di gomito e sandali che non sa più dove mettere. Nella credenza, nel forno, sotto il cuscino, nella vasca da bagno. Sempre a portata di mano però, che la mattina si fa vendita grossa all’uni di Chieti.


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Chapter Four
Garage come ogni vero genio che si rispetti

Siccome i sandali vanno che è una meraviglia, The Master sa che deve fare scacco al Re. Sistema il garage e ci fa un negozio. “Tipo un negozio”. Retail Location: quartiere Rancitelli. Che è come dire le Vele. E infatti di fianco alla serranda ci sono i ragazzi dello Zoo di Berlino a fargli compagnia. Ma quello è stato in Africa uagliù, e chi l’ammazza?!

Per i primi 4 mesi...

...la serranda rotta si alzava solo a metà “che la gente si doveva abbassare per entrare”. Da subito comincia a vendere 30 paia al giorno. Gli acquirenti si attrezzano alla Rambo per entrare ai Rancitelli, unicamente per raggiungere il negozio che sta facendo impazzire Pescare. La mamma chiude l’attività, spostano i sandali dal garage alla fabbrica e il secondo anno è l’annata “Super”. Vendita media: 50 paia al giorno, 90% di acquisto sul totale delle visite in negozio.

 

Chapter Four
Garage come ogni vero genio che si rispetti

Siccome i sandali vanno che è una meraviglia, The Master sa che deve fare scacco al Re. Sistema il garage e ci fa un negozio. “Tipo un negozio”. Retail Location: quartiere Rancitelli. Che è come dire le Vele. E infatti di fianco alla serranda ci sono i ragazzi dello Zoo di Berlino a fargli compagnia. Ma quello è stato in Africa uagliù, e chi l’ammazza?!

Per i primi 4 mesi...

...la serranda rotta si alzava solo a metà “che la gente si doveva abbassare per entrare”. Da subito comincia a vendere 30 paia al giorno. Gli acquirenti si attrezzano alla Rambo per entrare ai Rancitelli, unicamente per raggiungere il negozio che sta facendo impazzire Pescare. La mamma chiude l’attività, spostano i sandali dal garage alla fabbrica e il secondo anno è l’annata “Super”. Vendita media: 50 paia al giorno, 90% di acquisto sul totale delle visite in negozio.